FAQ

Come si chiama e come si articola la tassa rifiuti?

Il tributo ambientale, dopo le recenti modifiche normative, si chiama TARI ed è una componente dalla IUC – Imposta Unica Comunale - che comprende anche IMU e TASI – Tassa per i Servizi Indivisibili.
Analogamente alla TIA (Tariffa di igiene ambientale) si articola in una parte fissa (che remunera dei costi relativi all’igiene ambientale del territorio – p.e. spazzamento stradale o svuotamento cestini - e che prescinde dalle raccolte dei rifiuti e dall’avvio a trattamento e smaltimento degli stessi) e in una parte variabile che invece risente dell’organizzazione del servizio (tipologia di raccolta, rifiuti raccolti, tariffe di gestione degli impianti).
La parte fissa viene applicata ai metri quadri dell’abitazione mentre la parte variabile tiene anche conto del numero dei componenti il nucleo famigliare proprio per collegarla, anche se indirettamente, alla potenziale produzione di rifiuti di un nucleo famigliare che produce tanti più rifiuti quanto più è numeroso.

Ci avevate detto che con la raccolta differenziata sarebbero diminuiti i costi del servizio cosa che non è avvenuta perchè?

La raccolta differenziata è un obbligo di legge e come tale deve essere fatta. Al di là delle questioni ambientali, l’obiettivo è contenere l’incremento dei costi del servizio dovuto principalmente allo smaltimento del rifiuto secco residuo. Quindi è necessario ridurre quanto più possibile la quantità di rifiuto avviato a smaltimento privilegiando le frazioni differenziate oggetto di contributi da parte dei Consorzi di Filiera, contributi che vengono interamente restituiti ai Comuni a riduzione del costo complessivo del servizio.
Quindi l’incremento di costo per una raccolta porta a porta e per lo smaltimento di una frazione molto costosa viene assorbito dai benefici derivanti dal contenimento della produzione del secco residuo e dal collocamento dei materiali recuperati.
 
Perchè la tassa rifiuti aumenta ogni anno nonostante la Raccolta Differenziata?
 
Nell’ultimo biennio i costi che ISA ha attribuito ai Comuni per l’effettuazione del servizio di igiene ambientale hanno subito una flessione (- 3,4% medio nel 2014), tuttavia l’obbligo di adozione della TARES prima e della TARI ora ha costretto anche i Comuni che avevano un grado di copertura del costo del servizio inferiore al 100% a recuperare tutto il costo del servizio con le bollette rifiuti vanificando, pertanto, anche le situazioni in cui si era in presenza di una diminuzione del costo. Si ricorda, infatti, che la normativa TARES e ora TARI impone ai Comuni di recuperare l’intero costo del servizio dai cittadini a differenza del passato quando i Comuni stessi potevano intervenire con altre poste di bilancio a calmierare il costo del servizio.
 

Dove finiscono i rifiuti differenziati?
 
Vengono tutti conferiti presso gli impianti di ISA: carta, plastica e lattine presso l’impianto di selezione di Moraro, mentre umido e verde presso l’impianto di compostaggio di Moraro. Il vetro presso una piattaforma convenzionata COREVE a San Vito al Tagliamento.
 
E' vero che i rifiuti finiscono tutti assieme in discarica?
 
Non è assolutamente vero e periodicamente ISA organizza delle visite guidate agli impianti proprio per informare i cittadini sull’effettiva destinazione dei rifiuti. Il percorso di tutti i rifiuti è assolutamente tracciato anche grazie ai sistemi di rilevazione satellitare presenti sui mezzi di raccolta.
 
Perchè si deve pagare l'IVA sul servizio di raccolta rifiuti?
 
L’IVA non deve essere pagata sul servizio rifiuti in quanto trattasi di tributo ambientale e non di una tariffa corrispettivo. In passato, sui Comuni di Gorizia e Ronchi, unici Comuni della Provincia di Gorizia ad aver adottato la TIA – Tariffa di Igiene Ambientale – per norma doveva essere applicata l’IVA su un corrispettivo. Una sentenza della Corte di Cassazione del 2010 ha determinato l’illegittimità dell’applicazione, tuttavia senza che l’Agenzia delle Entrate la riconoscesse e disponesse in merito all’eventuale restituzione dell’imposta riscossa. Quindi, anche a fronte di richieste di restituzione da parte dei cittadini, non è possibile per ISA restituire un’imposta versata allo Stato senza che lo stesso non si esprima in merito e non la restituisca prima all’Azienda.
 
In quali casi l'IVA non è dovuta?
 
Non è mai dovuta quando si tratta di tributo ambientale (TARSU, TARES, TARI). È dovuta quando si parla di tariffa rifiuti (in quanto corrispettivo per un servizio) ma sole se in presenza di un servizio che preveda la pesatura dei rifiuti raccolti e l’associazione peso – utente. Solo in quel caso si può parlare di tariffa puntuale e quindi di corrispettivo a cui deve essere applicata l’imposta in oggetto.
 
Perchè è diminuito il rimborso per i conferimenti alle isole ecologiche di Gorizia?
 
Una delibera del Comune di Gorizia, titolare del rimborso ai cittadini per i conferimenti di rifiuti riciclabili conferiti presso le isole ecologiche, ha definito di ridurre gli importi relativi in quanto si tratta di un costo che viene inserito nel Piano Finanziario del servizio che determina le tariffe TARI e in presenza, comunque, di un servizio porta a porta parallelo alla presenza delle isole.
 
Perchè devo usare i vostri sacchi gialli per il rifiuto secco residuo?
 
Perché l’utilizzo del sacco nero impedisce all’operatore di intuire la conformità del rifiuto in esso contenuto. Inoltre il sacco giallo ha la volumetria idonea ad accogliere quella che è la produzione di rifiuto secco residuo in un contesto di raccolta differenziata porta a porta dopo che l’utente ha correttamente conferito le altre frazioni di rifiuto destinate al recupero. Il sacco giallo consente, appunto, di intuire la conformità del rifiuto conferito e consente di mantenere un certo decoro nell’ambito di una raccolta sacchi porta a porta che comporta lo stazionamento di sacchi sulla pubblica via per diverse ore a seconda del calendario di raccolta e del rispetto degli orari di conferimento da parte degli utenti. In caso di necessità di volumi maggiori, può essere esposto più di un sacco giallo alla volta.
Inoltre è intenzione di ISA di avviare a selezione presso l’impianto di Moraro il sacco giallo al fine di intercettare quanti più possibili materiali recuperabili ancora presenti nel rifiuto secco residuo. Da qui la necessità di ottenere un sacco giallo quanto più conforme alle regole vigenti in modo tale da limitare il più possibile gli impatti negativi del rifiuto secco residuo sui nastri di selezione in seguito all’eventuale presenza di materiali non conformi (rifiuti umido, pannolini, ecc.).
 
Perchè non ci vengono regalati i sacchi gialli e li devo comperare?
 
Prossimamente i sacchi gialli verranno consegnati, assieme a quelli dell’umido e della plastica e lattine, porta a porta a tutti gli utenti e il costo di tale operazione verrà inserito nei piani finanziari di ciascun Comune andando, pertanto, a partecipare alla determinazione delle tariffe TARI. In un contesto di azienda pubblica, i costi sostenuti devono per norma essere rigirati sui Comuni che hanno dato l’affidamento del servizio alla propria azienda partecipata e non possono rimanere in capo alla stessa.
Tuttavia, in questo modo, l’utente non dovrà comunque sostenere dei costi per approvvigionarsi dei sacchetti come accade ora.
Analogamente, acquistare il sacco giallo in luogo di quello nero, determina solo una diversa destinazione dei costi che già gli utenti sostengono per approvvigionarsi dei sacchi neri: questo dovrebbe anche spingere l’utente ad alcune riflessioni in merito all’utilizzo inopportuno dei sacchi che non sono gratuiti anche se consegnati da ISA.

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