Tutela delle acque

La gestione della risorsa acqua implica l’occuparsi del suo ciclo in toto e, perciò, la sua gestione e tutela, riguarda molteplici aspetti e ambiti territoriali. Occuparsi di questa risorsa significa comprendere la disponibilità e la salubrità dell’acqua potabile, la protezione della qualità e della quantità delle acque superficiali e sotterranee, la protezione degli ecosistemi acquatici e delle risorse ad essi collegate, la protezione di tutte le risorse idriche dall’inquinamento e dal degrado come la riduzione della percolazione in falda e della lisciviazione nelle acque superficiali di metalli e sostanze organiche tossiche, la riduzione degli sprechi e delle perdite e la necessaria riduzione dell’uso d’acqua negli usi civili, agricoli ed industriali.
Una gestione sostenibile a lungo termine della risorsa acqua si può raggiungere unicamente attraverso un approccio olistico delle interconnessioni esistenti tra gli elementi che determinano la qualità e la quantità d’acqua e uno sviluppo territoriale, urbano e ambientale sostenibile.
La risorsa acqua è un elemento indispensabile alla nostra sopravvivenza, da essa dipende la nostra vita e, noi tutti, siamo responsabili per la sua tutela e per la sua difesa. Inoltre, la scarsità di questa risorsa è un problema che sta diventando sempre più grave e che rende necessaria una maggior consapevolezza e lo sviluppo di una coscienza nuova nel suo utilizzo, correggendo abituali comportamenti che solitamente portano ad uno spreco di questo insostituibile e prezioso bene.
Per la sua tutela e gestione bisogna implementare le iniziative di educazione ambientale atte a favorire uno sviluppo sostenibile su tutto il territorio, intraprendendo azioni di informazione rivolte a tutti i cittadini, agli studenti delle scuole dell’obbligo ed alle loro famiglie al fine di fornire pratici semplici ma importanti consigli di comportamento e indicazioni in materia di risparmio idrico che ciascuno può facilmente compiere per evitare inutili sprechi di energia e di risorse. Analizzando le criticità del settore si possono formulare, ponendo l’attenzione su adeguate soluzioni sostenibili, proposte concrete per l’ottimizzazione dei servizi e delle strutture finalizzate così da migliorare la realtà locale che conseguentemente può migliorare quella globale.
La Direttiva Quadro Acque, la Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il quadro  fondamentale per l’azione comunitaria in materia di acque, prevede che “Gli Stati membri promuovono la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all’attuazione della presente direttiva, ...”


Agenda 21 per l’acqua

Agenda 21 sul tema acqua si pone come strumento efficace ed indispensabile nella responsabilizzazione di tutti i soggetti e nell’elaborazione di strategie di modelli di tutela e di utilizzazione sostenibile e responsabile. La partecipazione dei cittadini e la costruzione di obiettivi condivisi e misurabili è quanto mai fondamentale per salvaguardare e valorizzare questa risorsa.
Finora Agenda 21 della Provincia di Gorizia ha indetto, assieme ad Agenda 21 del Comune di Sagrado, un percorso partecipativo indirizzato alla redazione di un Patto di Fiume per l’Isonzo. Nella prima fase di questi incontri l’obiettivo è stato quello di condividere i contenuti della Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), della Direttiva Alluvioni ( 2007/60/CE ) e delle relative norme nazionali e regionale di recepimento e successivamente si è pensato di invitare le varie Autorità Pubbliche per illustrare le varie forme di pianificazione sull’Isonzo vigenti ed in corso di redazione. A questi incontri sono stati invitati a partecipare tutti gli enti, le associazioni e le persone che a vario titolo e con diverse motivazioni interagiscono con il Fiume Isonzo

Il Patto di Fiume

I contratti o patti di fiume sono accordi volontari sottoscritti dai portatori di interessi finalizzati ad “un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale”  ( definizione del 2° World Water Forum )



L'Impronta Idrica

L’impronta idrica di una nazione equivale al volume totale dell’acqua utilizzata per produrre i beni ed i servizi consumati dai suoi abitanti.
L’UNESCO ha perfezionato una ricerca che misura l’impronta idrica e, nel Planet Living Report 2008, pubblicato dal WWF International, l’impronta idrica è stata utilizzata per la prima volta come indicatore alla pari dell’impronta ecologica.

Possiamo calcolare la nostra impronta idrica la sul sito della Water Footprint Network dove troviamo il Water Footprint Calculator, un’opportunità per capire quanta acqua consumiamo e quanta ne potremmo risparmiare.

Calcolare quanta acqua si consuma non vuol dire solamente definire la quantità visibile che si usa ma vuol dire anche definire quanta ne serve per esempio il cibo o per una maglia di cotone, comprendere cioè il peso della cosiddetta acqua virtuale.

Nel 1998, Tony Allan, docente al King’s College di Londra, ha definito l’acqua virtuale quella quantità di oro blu necessaria a fabbricare un determinato prodotto: l’acqua invisibile, quella che non si tocca materialmente ma che incide pesantemente  sulla gestione delle risorse idriche e sulla loro complessiva disponibilità. Quest’acqua ‘virtuale’, inoltre, viene calcolata tenendo conto degli import ed export dei e dai vari paesi o continenti in relazione al flusso di acqua che accompagna quel determinato tipo, merce o bene, di scambio. Al Consiglio Mondiale dell’Acqua, nel 2008, i Paesi sono stati invitati ad una maggior cooperazione e stimolati ad evitare potenziali conflitti perché, a livello globale, il traffico di acqua virtuale ha implicazioni geopolitiche che non vanno sottovalutate soprattutto data la scarsità di questa risorsa. La teoria di Allan sottolinea i benefici in termini economici e ambientali dei flussi di acqua virtuale tra Paesi: una nazione può conservare le sue risorse idriche importando prodotti idrointensivi. Di conseguenza se un bene è esportato da un’area ad alta produttività idrica, quindi a basso contenuto di acqua virtuale, verso un’area con bassa produttività idrica, il commercio internazionale può diventare uno tra gli elementi determinanti per un risparmio globale. Ogni azione sulla via del risparmio, anche quella individuale, evita l’avviarci verso una crisi idrica mondiale.

 

APPROFONDIMENTI

Water for Life

WorldWaterForum


COLLEGAMENTI

Direttiva Quadro Acque

Progetto ARPA “Fiume Isonzo”

Studio ARPA “Progetto Golfo di Monfalcone”

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